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RICCARDO GRECHI BANDSTRIBE

 
BT) Quanto ritieni sia importante per un musicista, in questo caso "batterista", avere una certa predisposizione nell'interpretare qualsiasi genere musicale?
RG) La MUSICA è un’entità unica, tanto solida quanto varia. Privarsi di parte di essa vorrebbe dire privarsi di parte delle proprie conoscenze, e quindi delle proprie capacità espressive. Se si vuole essere Musicisti, in qualsiasi ambito e per qualsiasi strumento, bisogna essere in grado di conoscere, capire e saper apprezzare tutto ciò che l’orecchio umano può cogliere. Definiresti colta una persona che attinge sempre dallo stesso libro?

BT) Quali consigli daresti ai ragazzi che vogliono iniziare a suonare questo strumento?
RG) Dando per scontato una buona e duratura dose di passione, direi che la batteria è uno strumento che comporta molti “sacrifici”, studio e dedizione ma che in compenso regala soddisfazioni ineguagliabili ad altri strumenti. La batteria è estremamente varia e personalizzabile sia nelle forme che ne suoni. Ai neo batteristi consiglio di essere seguiti e “impostati” da esperti del settore per evitare problemi a muscoli, tendini ed articolazioni. Dal momento che nel suonarla si sfrutta la totalità del corpo è molto più facile, rispetto ad altri strumenti, avere questi tipi di inconvenienti.

BT) In quale band o progetto ti senti o ti sei sentito in passato maggiormente realizzato, in rapporto ai tuoi gusti musicali?
RG) Dal punto di vista musicale ho avuto il piacere, e la fortuna, di suonare con i ragazzi dei Furyu. L’apertura mentale di ogni membro del progetto ha fatto sì che potessi spaziare di genere in genere permettendo così di potermi esprimere in totale libertà. Per quel che riguarda l’esperienza live e l’aspetto promozionale, invece, sono sicuramente cresciuto grazie ai Lacerater, gruppo nel quale tutt’ora suono.

BT) Cosa ne pensi del mercato musicale attuale?
RG) Penso che non sia più la musica ad avere un suo mercato ma il mercato a possedere la musica. L’Arte del Suonare è ormai in relazione al solo guadagno che ne potrebbe derivare. Per fortuna non è così per tutti e c’è ancora chi suona per esprimersi e “sfrutta” la propria arte per dare un valore in più al mondo. L’attuale caso delle Pussy Riot ne è un esempio: ragazze che, tramite musica considerata da sempre l’emblema della ribellione, hanno protestato contro il governo del proprio Paese. Che sia giusto o sbagliato hanno dato forma alla loro idea di musica e per questo, rimanendo in campo musicale, ho apprezzato il loro gesto. In sintesi non siamo merce da scambio, l’arte della musica è ben altro che moda, denaro, falsi talenti e discriminazione.

BT) Come è nata l'esperienza di collaborazione con la rivista DDG Drums? 
RG) Spesso (ed in molti campi) in rete si trovano informazioni approssimative o errate. Cominciai quindi a scrivere articoli didattici che facessero luce su argomenti trattati in modo poco preciso e che sfatassero luoghi comuni del tutto infondati circa il mondo della batteria. A questo punto avevo bisogno di qualche portale nel quale poter diffondere questi articoli; dopo varie ricerche lo staff della DDG Drums mi ha accolto calorosamente e posto tra i nomi dei più rinomati batteristi della scena italiana. Al seguente link potete trovare un mio articolo che tratta la regolazione del pedale della grancassa:

http://www.ddgdrums.com/moduli/articoli/index.php?moduli=articoli_pagina.php&;pagina=50&cap=0

BT) Una volta terminata la stesura del tuo metodo di batteria, intendi pubblicizzarlo solo attraverso il web, oppure stai pensando di utilizzare qualche rivista cartacea?
RG) Entrambi i metodi ma rigorosamente ad uso gratuito. Ho sempre pensato che la batteria, in quanto arte, debba essere alla portata di tutti. Per questo, quando mi è possibile, cerco di evitare spese a chi intende “seguirmi”.

BT) Leggendo la tua biografia abbiamo notato che hai avuto influenze da gran parte dei generi musicali; a quale ti senti maggiormente appartenente?
RG) Senza dubbio il Metal, in tutte le sue sfumature. E’ il genere che mi ha formato fin dall’inizio della mia carriera e al quale mi sento più vicino sia come stile che ascolti.

BT) Nel tuo percorso formativo, hai avuto l'occasione di incontrare grandi artisti di fama internazionale: quale di questi ti ha ispirato maggiormente dal punto di vista sia didattico, che musicale?
RG) Difficile a dirsi. Da ogni lezione e seminario al quale ho partecipato ho avuto consigli utili e acquisito conoscenza in diversi campi dello strumento. Sicuramente sono stato molto ispirato da George Kollias (Nile). Dopo aver partecipato ad una sua clinic e aver studiato con lui ho avuto modo di fondere le mie conoscenze in campo NON metal con generi estremi come quelli suonati da lui.

BT) Puoi fornire ai nostri lettori delle anticipazioni sui progetti a cui stai lavorando?
RG) A breve entrerò in studio con i prima citati Lacerater, collaborerò in un progetto Folk Metal del nord Italia e sarò protagonista di numerose clinic sparse per il Paese sponsorizzato come endorser da diversi marchi e produttori di accessori per batteria. Le novità non tarderanno ad arrivare.

BT) Ti lasciamo questo spazio per lasciare un messaggio ai lettori di Bandstribe o per ricordare i tuoi contatti.
RG) Breve e coinciso: siate voi stessi, siate artisti senza compromessi. Per domande, collaborazioni e tutto il resto potete contattarmi a:

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Contatto face book: 
http://www.facebook.com/grechi.riccardo
Grazie mille a tutto lo staff di Bands Tribe per il supporto!

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