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SOLISIA BANDSTRIBE

 
BT: In che anno sono nati i Solisia e come mai questo nome?
Gianluca: Il primo Nucleo dei Solisia si è formato nel mese di Ottobre 2006 quando io (chitarre), Wilson (tastiere) e Marcantonio (batteria) venimmo convocati diciamo così,da un tale che grazie al nostro supporto avrebbe voluto incidere dei brani per conto proprio insieme ad un altro bassista di nome Sergio. Noi tre avemmo quindi modo di conoscerci e notare da subito un certo feeling nella composizione dei brani, fu llì che nacque la voglia di creare un progetto tutto nostro lasciando perdere immeditamente quello appena intrapreso e scegliendo dapprima Sergio al basso e poi Marilena alla voce.Con Sergio poche settimane dopo aver cominciato le prove dovettimo salutarci per motivi strettamente personali che non gli lasciarono altra scelta se non quella di stare vicino alla sua famiglia e fu così che non perdemmo tempo a contattare l'attuale nostro bassista Andrea Arcangeli che avevo avuto modo di conoscere tramite web alcuni anni prima. La scelta del nome fu una delle ultime cose alla quale pensammo poco prima di incidere la demo e scegliemmo quindi "Solisia" più che altro perchè ci piaceva il suono della parola.

BT: Quali sono le vostre maggiori fonti di ispirazione per la composizione dei testi?
Gianluca: Per i testi lasciamo ispirarci dalla vita quaotidiana, potrebbe sembrare una risposta scontata ma in realtà è proprio la vita di tutti i girni a formare gli esseri che tutti noi siamo in ogni momento, quindi non c'è niente di più relistico e interessante che parlare di varie esperienze di vita vissuta, poichè a noi piace guardare ed inneggiare ad essa in maniera intensa e positiva cercando di trasmetterlo attraverso testi e musica. Ogni persona recepisce poi in maniera diversa il messaggio, ma credo che alla fine il senso sia unico per tutti. In passato ci siamo avvalsi dell'apporto di alcuni amici e familiri che hanno raccontato le loro esperienze di vita attraverso dei testi che poi abbiamo riadattato e musicato; è stata un'esperienza interessante che vorremmo ripetere soprattutto perchè crediamo che per arrivare più vicino possibile al cuore della gente, non ci sia soluzione migliore che dare direttamente voce a loro, evitando così di ricadere come band sempre sulle stesse tematiche e coinvolgendo allo stesso tempo un numero sempre più crescente di persone che possano dare sfogo alle loro sensazioni o anche solo riviverle attraverso la nostra musica. Tutto ciò è molto gratificante per noi, in primis come persone e poi come musicisti.

BT: Ci sono influenze musicali rilevanti nel sound dei Solisia?
Gianluca: Sicuramente ci sono influenze musicali che più di altre confluiscono nel nostro sound, in tal senso potrei citarti tutte quelle bands che amiamo e che da sempre sono fonte di ispirazione per noi, ma in breve diciamo che ci piace e ci ispira tutta quella musica che trasmette qualcosa di intenso, passionale e profondo; queste daltronde sono caratteristiche diffuse per la maggiore nel genere che tutti noi e sicuramente anche i lettori di Bands Tribe in questo momento più amiamo, ovvero l'heavy metal in tutte le sue sfumature possibili ed immaginabili. Questa musica ti permette come nessun altra di esprimerti a 360 gradi ed in maniera sentita senza troppi compromessi ed attraverso dei suoni in grado di scuoterti l'anima...

BT: Cosa ne pensate degli standard di produzione e di registrazione attuali?
Gianluca: Bella domanda! In effetti è molto importante oggi avere una buona qualità di produzione e registrazione poichè questo ti permette di far capire bene a chi ti ascolta qual'è il tuo messaggio ma soprattutto la tua proposta musicale. E' fondamentale a nostro avviso che ad ogni minimo arrangiamento venga dato il giusto risalto all'interno di un disco, cosa alla quale oggi fortunatamente pare diano moltissima importanza tutte le nuove bands. Comprendiamo benissimo che quasi sempre è dispendioso per una band emergente incidere un disco qualitativamente all'altezza ma è un "sacrificio" che vale la pena affrontare quando si tratta soprattutto di dover rendere pubblica la propria arte.

BT: Ultimamente, comunque, in qualsiasi aspetto dell’arte (musica, cinema, letteratura, ecc…), ci sembra di osservare una sorta di crisi culturale: a cosa pensate sia dovuto questo livello di bassa ispirazione?
Gianluca: Io sinceramente più che ad una crisi culturale è come se assistessi ad un ritorno all'essenziale, o meglio mi sembra di notare che tantissimi artisti stiano riscoprendo e dando valore a quelli che sono gli aspetti più semplici e radicali della propria arte. Forse si tenta di riscoprire il bello nelle cose classiche, senza più dare troppa importanza a quella esasperata ricerca di innovazione e modernismo che spesso finiva per influire negativamente sul risultato finale. Questo ho avuto modo di notarlo ultimamente anche nel mondo del cinema e della letteratura. Per quanto riguarda la musica invece, non a caso assistiamo allo spopolare negli Usa di gente come i Wolfmother, che ricordano da molto vicino gli storici Led Zeppelin con tanto di sonorità ancorate quindi agli anni '70, oppure al ritorno di Slash con un disco semplicemente bello che non aggiunge nulla di nuovo al mondo della musica ma che a quanto pare trasmette tantissimo...per non parlare poi del ritorno dei grandi Ac/Dc con un album classico ma desitano a rimanere nella storia. Anche nel versante più estremo ci sono bands emergenti e non a mio avviso originalissime, che stanno tracciando un percorso parallelo a quello del mainstream e che tra qualche anno verranno sicuramente rivalutate e considerate per quello che realmente stanno dando al nostro genere musicale.

BT: Credete, a tale proposito, che le influenze culturali possano migliorare il livello qualitativo della musica?
Gianluca: Assolutamente si! Bisogna dire come prima cosa che la musica essendo una disciplina è quindi di per sè una forma di cultura, pertanto chi si avvicina ad essa ha già mosso un primo passo verso un enorme mondo culturale fatto non solo di musica ma arricchitio dal fascino delle tante esperienze che questa ti permette di fare. Non credo esistano musicisti i quali non si interessano di cultura generale; per ognuno è fondamentale conoscere quante più cose possibili per arricchire il proprio bagaglio che di conseguenza lo porta a crescere come individuo in rapporto alla società, a maggior ragione poi se si parla di artisti, in quanto qui è tutto correlato e se non hai cultura rischi di rimanere creativamente indietro.

BT: Quali sono, invece, i prossimi progetti che vi avete deciso di portare avanti?
Gianluca: Dunque anzitutto stiamo cercando di fare promozione a "Odrinary Fate" nostro primo album ufficiale uscito per Underground Symphony lo scorso 26 gennaio e che sta riscuotendo ottimi consensi dal stampa specializzate ma anche dal pubblico che ha avuto la possibilità di vederci dal vivo. Poi sicuramente porteremo a termine la pre-produzione di nuovi brani che ci auguriamo possano finire quanto prima sul secondo disco, ed il resto si verdà...noi siamo sempre fiduciosi!

BT: Com’è la scena Metal delle vostre parti?
Gianluca: Sai dalle nostre parti le meatal bands sono veramente poche ma nel nostro piccolo c'è una particolare situazione creatasi alla quale solo da poco abbiamo fatto caso, ovvero: La basilicata è una regione divisa in due provincie, Potenza geograficamente situata più nell'interland montuoso, freddo e nevoso e Matera che invece si estende più verso la costa jonica e quindi vicino al mare. La cosa partcolare che abbiamo notato quindi è che nella prima provincia c'è un sottobosco di bands tutte principalmente estreme mentre nella seconda la scena va diventando sempre meno pesante e decisamente melodica...questo forse è un caso o un fattore strettamente gografico ma la cosa è al quanto interssante soprattutto perchè ci sono realtà come i potentini Ecnephias che si dedicano in un certo modo alla causa, così come cerchiamo di fare noi Solisia da quest'altro versante della Lucania.

BT: E dei rapporti tra le band, invece? Cosa potete dirci in merito?
Gianluca: Guarda, noi abbiamo avuto la fortuna fin'ora di venire in contatto con bands o meglio con persone molto cordiali e a modo con le quali è stato davvero un piacere avere a che fare. Purtroppo va anche detto c'è un clima di crisi per tutti e quindi alcune situazioni a volte possono sfuggire di mano perchè ognuno tende ad agire senguendo la regola del " si salvi chi può", ma in linea di massima in questo settore la stragrande maggioranza delle persone e quindi delle bands sono umili e disponibili.

BT: In conclusione, vi lasciamo uno spazio per comunicare ai visitatori di Bandstribe i vostri messaggi
Gianluca: Amici grazie per aver letto fin qui, potete trovarci sempre su Facebook e su www.myspace.com/solisia dove è anche possibile ascoltare qualche brano tratto dal nostro primo disco: "Ordinary Fate" per il quale, cogliamo l'occasione di dirvi, l'artwork è stata realizzata da Alexandra V Bach (Kamelot, Adagio, Alkemyst e altri).

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