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RED STRIPES BANDSTRIBE

 
BT) In che anno si è formata la band?
RS) La band si forma nel 2001 al C.S.O. Ricomincio dal Faro dove diversi ragazzi e ragazze si uniscono per dare vita ad un progetto musicale reggae.

BT) Come mai è stato scelto questo nome?
RS) La Red Stripe è la birra prodotta in Giamaica, terra d'origine della musica reggae. Inoltre il nome Red Stripes simboleggia per noi il filo rosso conduttore tra la musica alternativa e autoprodotta dal basso di ieri di oggi e di domani nata grazie alla presenza dei centri sociali sui territori.

BT) Quali sono le vostre fonti di ispirazione maggiore per i testi?
RS) Non c'è un unico autore dei testi perchè sono frutto della collaborazione tra tutti i componenti del gruppo. I testi nascono da quello che viviamo quotidianamente sulla nostra pelle e scrivendo cerchiamo di portare alla più vasto spettro di ascoltatori ciò che pensiamo della nostra società e del mondo in generale.

BT) Quanto è importante la spiritualità ed il messaggio nella musica reggae?
RS) Purtroppo negli ultimi anni si è assistito ad un escalation dello "slackness" cioè testi di musica reggae che parlano di sesso, discriminazioni sessiste e modi di vita da star hip hop. Per noi il reggae quello vero rimane la musica che esprime tematiche sociali, politiche e anche spirituali. Ciò che per noi è sacro è la musica in sè, cibo dell'anima.

BT) Come è nata l'idea di dedicare la vostra canzone "Fuoco in piazza" a Carlo Giuliani?
RS) L'idea è nata dalle testimonianze dei ragazzi  e delle ragazze del Faro che hanno vissuto sulla propria pelle la rabbia e la paura di quella tragica esperienza. La canzone ha lo scopo di non far dimenticare ciò che è successo in quei giorni perchè è una ferita aperta della nostra generazione.

BT) Parlateci dell'aspetto live della band
RS) la band ha cambiato in questi quasi dieci anni numerosi componenti. Allo stato attuale suoniamo con una tastiera, una chitarra, basso, batteria due cori e la voce principale. Ci piace riportare live tutti i generi che derivano dalla tradizione giamaicana, dal rocksteady al raggamuffin passando ovviamente per il roots rock reggae.

BT) Come è la scena reggae nella vostra città?
RS) A Roma ci sono varie ottime band che suonano e producono musica. La scena è tuttavia "monopolizzata" dai sound system. Purtroppo la musica live è un aspetto che viene fortemente penalizzato e trascurato ma non solo a Roma. E' un problema nazionale. Chi suona e produce musica nella nostra nazione senza scadere nei tipici generi commerciali è penalizzato perchè la produzione non è volta al profitto.

BT) Parlateci dei progetti presenti e futuri della band
RS) Attualmente siamo in fase di registrazione del nostro nuovo CD che dovrebbe essere pronto per l'inizio del 2011. In futuro stiamo provando ad organizzare una minitournee estera che ci porterà a Marzo del 2011 in Polonia.

BT) Quanto è difficile produrre un CD in Italia e soprattutto poi, distribuirlo?
RS) Produrre un Cd in Italia è difficile se non si hanno i mezzi, soprattutto quelli economici. Ovviamente, come abbiamo scritto prima, se il prodotto musicale non ha un mercato e non nasce per produrre profitto è raro che a qualcuno interessi la produzione o la distribuzione di esso. Il nostro primo Cd lo abbiamo registrato con un generatore da 5 Kw al c.s.o. Faro!Un esperienza indimenticabile!!! C'era chi registrava e chi andava a riempire la tanica dal benzinaio...

BT) C'è qualche messaggio particolare che volete quindi lasciare in conclusione ai visitatori di BandsTribe?
RS) Intanto grazie alla redazione per averci dedicato uno spazio. Ai visitatori diciamo di continuare a seguire Bandstribe perchè è un portale che da spazio alla musica vera, quella fatta cor core (come si dice dalle nostre parti).

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