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KALEDON BANDSTRIBE

 
BT: Quali sono le origini della vostra band e da cosa deriva il vostro nome?
K: Ciao, ho fondato i Kaledon nell’ottobre del 1998. Il nostro nome è in realtà il nome del regno che sta al centro della storia raccontata in tutti i nostri album. Si tratta di un regno immaginario dell’Inghilterra del XIV secolo.

BT:Quali band annoverate tra le vostre maggiori influenze, o quali generi musicali?
K: I gruppi che ci hanno influenzato nel corso degli anni sono stati sempre tanti e sempre molto diversi. C’è chi ascolta thrash metal, chi ascolta Prog anni 70 e chi ascolta semplicemente Power Metal. Ad esempio io sono un grande fan dei Queen, e ritengo che Brian May mi abbia profondamente influenzato.

BT: Derivate tutti da esperienze musicali simili, oppure ciascuno di voi proviene da filoni musicali diversi?
K: Come dicevo prima, abbiamo tutti gusti musicali differenti, che però hanno sempre qualcosa in comune. Credo che questo fattore, determini in maniera unica la riuscita dei nostri album. Avendo gusti diversi, creiamo un sound unico e diverso dal solito polpettone.


BT: C'è un filo conduttore che lega le tematiche dei vostri dischi, che ci sembra comunque mantengano una marcata tendenza Epic/Fantasy?
K: Ho scritto un romanzo molto tempo fa e quando subito dopo sono nati i Kaledon ho pensato di trasformare in musica il libro. Ho diviso il libro in 6 parti. Ogni parte è un disco. Abbiamo fatto Chapter 5 circa un anno fa, ed ora stiamo lavorando al sesto ed ultimo capitolo della saga. Chapter 6. Le tematiche sono medievali / cavalleresche.

BT: La scena Power/Progressive ha vissuto negli anni Novanta una grande esplosione creativa. In questi ultimi tempi, molte altre band sembrano seguire la stessa onda. Cosa ne pensate di questo fenomeno musicale?
K: Ho un mio pensiero personale, ed è il seguente: Alla fine degli anni 90, insieme a noi, sono nate circa altre 10/15 band che poi col passare degli anni sono morte tutte dopo appena un disco o due. Questi gruppi hanno semplicemente cercato di emulare i loro idoli, senza dare nessun valore aggiunto al genere, e per questo motivo non sono durati per un periodo di tempo più lungo di un disco o massimo due. Credo quindi che per durare non bisogna seguire l’onda del momento, ma cercare di portare innovazioni continue per non stancare l’ascoltatore.

BT: A questo proposito, cosa ne pensate delle band che cercano di inserirsi nel mercato della musica in maniera più commerciale, facendo però riferimento alla scena Metal tradizionale?
K: Continuo con la risposta precedente dicendo che, chi segue percorsi più commerciali, in alcuni casi, ottiene un successo rapido ed immediato ma, per la dura legge del successo, chi sale in fretta, scende ancora più in fretta. Intendo dire che il mondo del metal non è predisposto per ottenere successi rapidi. Ci vogliono anni e anni di duro lavoro. Quindi, chi cerca di abbreviare la strada seguendo strada commerciali, finisce sul lastrico nel giro di una stagione. Ovviamente non è sempre così ma di solito si.

BT: La vostra band calca ormai le scene da più di dieci anni, avendo maturato diverse esperienze in studio e live. Quali sono le date principali che avete in programma?
K: Stiamo dando gli ultimi ritocchi al nostro primo dvd live e come ti ho detto in precedenza stiamo lavorando allo stesso tempo al nuovo album che, dovrebbe uscire nella seconda metà del 2010. Inoltre stiamo dedicando maggiore attenzione all’aspetto live che in passato abbiamo trascurato troppo. Ci vedrete spesso dal vivo.

BT: Il vostro nuovo lavoro "CHAPTER 5 : A new era begins" è uscito già da un anno. Ci sono vicissitudini particolari che volete condividere coi lettori a proposito di questa produzione?
K: Beh, che dire… è il primo album con il nuovo cantante Marco Palazzi, che ha visto la band dare una sterzata molto forte al suo stile originale. Abbiamo abusato di tastiere in stile anni settanta che, insieme alla voce di marco, ci hanno fatto prendere l’appellativo di band hard rock ma… ci tengo a precisare che chapter 5 non rappresenta un cambio di stile ma, solo un passaggio che la band si è sentita di fare in quel preciso momento. I brani che comporranno chapter 6 saranno molto più power oriented ma… con l’ennesimo cambiamento stilistico che sentirete solo a disco uscito.

BT: Pensate che la rete di servizi che si è creata in internet a proposito della diffusione musicale sia abbastanza congeniale alle esigenze delle bands?
K: Allora, se intendi i servizi di comunicazione e tutti i servizi per promuovere le bands, tipo myspace, facebook o twitter ti dico che è meraviglioso. Oggi con pochi click puoi raggiungere milioni di fans in tutto il mondo e trovarne sempre di nuovi. Tutto questo era fantascienza solo pochi anni fa. Però il rovescio della medaglia è ovviamente il fenomeno del file sharing e del P2P che, a mio avviso, distruggerà il mercato discografico entro i prossimi 10 anni. Lo dimostra il fatto che colossi come la Emi sono in crisi e licenziano. Oggi si è perso il senso e il valore della musica.. tutti scaricano ma poi alla fine nessuno ascolta davvero… ovviamente però, una volta scaricato non comprano più il disco originale e questo danneggia le bands… le piccole da subito… le grandi dopo un po'.

BT: In conlusione, c'è qualcosa di particolare che volete dire ai lettori di Bandstribe, a proposito di voi o dei vostri lavori?
K: Ringrazio voi e tutti i lettori di bandstribe. E’ sempre un piacere per noi kaledon allargare le conoscenze con nuovi fans e amici. A tal proposito invitiamo tutte le persone che non ci conoscono a rimediare una copia (ORIGINALE) del nostro ultimo cd perché è veramente bello! Ehehehh. Questo inverno cercheremo di girare l’Italia in lungo e in largo in modo da portare la nostra musica in più luoghi possiible. Spero dunque di vedervi numerosi ai nostri prossimi concerti. Il prossimo appuntamento live sarà di supporto a Jennifer Batten (la chitarrista di Michael Jackson) il 16 ottobre presso stazione birra a Roma. MAY THE DRAGON BE WITH YOU

Alex Mele

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