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CRUCIFIED KNIGHTS BANDSTRIBE

  
BT: In che anno sono nati i Crucified Knights e come mai questo nome?
Mattia: Sono nati nel novembre del 2008, fondati da me e dal nostro primo batterista, Alberto Murtas. Mi pare giusto citarlo perché fu lui a contattarmi per fondare una band. Anche se di fatto ho preso io le mosse per indirizzare il gruppo verso un genere, e un nome preciso. Il nome Crucified Knights è una metafora che rappresenta lo stato dei valori della vita di fronte alla società del ventunesimo secolo, perché i cavalieri erano l'incarnazione dei valori importanti, della morale, nella cultura medievale, e la crocifissione è stata la condanna a morte scelta dal popolo ebraico per la figura che nella nostra cultura spicca come esempio lampante dell'uomo giusto: Gesù. Insomma, credo che la nostra società stia buttando ogni valore alla spazzatura, e il nome del gruppo rappresenta il mio pensiero, impresso in buona parte dei testi delle nostre canzoni.


BT: Quali sono le vostre maggiori fonti di ispirazione per la composizione dei testi?
Mattia: La filosofia che seguo. Io sono un neo-epicureista, e principalmente traggo ispirazione dal mio pensiero filosofico.
Giangi: Prevalentemente quello che ci accade ogni giorno, li scrivo in base a ciò che mi succede intorno, oppure anche un flash improvviso.


BT: Ci sono influenze musicali rilevanti nel sound dei Crucified Knights?
Mattia: Si, cito in particolare i Fear factory, i Mnemic, e i Gorerotted. Ho preso principalmente da queste tre band per poter elaborare il mio sound.

Alessandro: Più che altro Steve Harris, per quanto riguarda me.

Giulio: Per quanto riguarda me, traggo ispirazione principalmente da Mike Portnoy e da Chris Adler.

Mattia: In conclusione combiniamo le nostre diverse influenze in un'unico sound, che è quello dei Crucified Knights.


BT: Cosa ne pensate degli standard di produzione e di registrazione attuali?
Mattia: Credo che tronchino le gambe a chi non ha grandi possibilità economiche, se si vogliono ottenere risultati veramente buoni. Noi abbiamo dovuto ricorrere alla registrazione in presa diretta per avere delle canzoni da pubblicare dopo un'anno e mezzo di lavorazione . . Però devo ammetterlo, il risultato finale non è stato malaccio, mi aspettavo di peggio.


BT: Ultimamente, comunque, in qualsiasi aspetto dell’arte (musica, cinema, letteratura, ecc…), ci sembra di osservare una sorta di crisi culturale: a cosa pensate sia dovuto questo livello di bassa ispirazione?
Mattia: Parlo a nome di tutti, dato che la nostra opinione è simile. È tutta colpa nostra. Chi non viene lobotomizzato dalla tv spazzatura perde tempo a combattere mulini a vento, o a fare l'ipocrita,. Ci sono millemila persone che dicono di non volere il successo, però effettivamente cosa fanno? Lo ricercano. Ecco un nostro grande problema, non abbiamo un briciolo di coerenza. Se avessimo più coerenza, la crisi culturale non ci sarebbe, a mio parere, perché le persone smetterebbero di fare merda che piace, e farebbero roba seria, impegnata, e che piace comunque. A meno persone, ma piace.


BT: Credete, a tale proposito, che le influenze culturali possano migliorare il livello qualitativo della musica?
Mattia: Io spero vivamente di si, nei nostri testi non pensiamo a cosa piace, ma a cosa vogliamo comunicare a coloro che ci ascoltano. Vogliamo dire a tutti che il mondo fa schifo, e che la maggior parte delle persone sono ipocrite, che stiamo perdendo ogni valore, e che dobbiamo fare qualcosa per riscattare noi stessi e gli altri.


BT: Quali sono, invece, i prossimi progetti che vi avete deciso di portare avanti?
CK: Abbiamo tanti progetti in testa, e tutti questi potrebbero concretizzarsi con un pò di impegno da parte di tutti noi. Al momento stiamo lavorando per la stesura del disco ufficiale: "Bullet of an useless weapon", che vorremmo proporre alle case discografiche. Poi ovviamente continueremo a creare le nostre composizioni, abbiamo un sacco di materiale in cantiere. E nel frattempo che lavoriamo per la stesura, vorremmo cominciare a farci conoscere con qualche live in più, che non fa mai male. Siamo giovani, ma sentiamo di poter offrire molto per la scena metal italiana.


BT: Com’è la scena Metal delle vostre parti?
Mattia: Qui in Sardegna mi sembra una merda. Troppo poco spazio per le band metal, si dedica molto di più alle piccole e tipiche band pop/punk che si formano per divertimento, o alle band che fanno cover su cover. Ci dispiace di vedere/conoscere poche band Metal in circolazione qui, personalmente conosco persone che potrebbero fare musica molto buona che purtroppo non riesce a farsi notare in nessun modo.


BT: E dei rapporti tra le band, invece? Cosa potete dirci in merito?
Mattia: In questo caso posso dire che c'è molta competizione tra band, però in fondo ci si vuole bene e si collabora, come amici. Personalmente, come chitarrista di due band, conosco vari gruppi, ci si conosce quasi tutti nella scena di Cagliari, e l'unico motivo di odio tra noi è la questione "raccomandazioni". Tanti raccomandati, pochi talenti, questo è il dramma.


BT: In conclusione, vi lasciamo uno spazio per comunicare ai visitatori di Bandstribe i vostri messaggi
Mattia: Continuate a valorizzare le vostre idee, non lasciatevi scoraggiare dalla scarsa notorietà e fatevi valere, sempre!

Giulio: Vorremmo ringraziare i nostri sostenitori e tutti gli amici che credono in noi e nel nostro progetto.

Giangi: Vi amiamo, uno per uno, spero che il germe della nostra musica penetri le vostre difese immunitarie e intacchi il vostro corpo per sempre


CONTATTI:
MYSPACE: http://www.myspace.com/crucifiedknights
FACEBOOK: http://www.facebook.com/#!/pages/Crucified-knights/49564305817?ref=ts

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