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COREACORE BANDSTRIBE

 
BT) In che anno si è formata la band?
CA) coreAcore è stata un intuizione generata dal palco, mi spiego meglio, nell’Aprile del 2008 vengo coinvolta da Francesco Di Giacomo (voce del Banco del Mutuo Soccorso)in uno spettacolo dal titolo “Ti Amiamo Gabriella” organizzato da Maurizio Viola all’interno della rassegna per artisti emergenti “Generazione X”, per ricordare la grande interprete romana, in quel contesto ogni artista avrebbe dovuto interpretare un brano che raccontasse la sua vita musicale Mi ero presa un anno sabbatico e dopo così tanto tempo avevo davvero voglia di cantare, di risalire su un palco, poi all’Auditorium è sempre una grande emozione…quella sera cantai “Barcarolo Romano” e per l’occasione con il resto del gruppo cercammo di dare al brano un suono diverso e proporlo in una veste nuova; in quel momento  ebbi la netta sensazione che il mio periodo di riflessione era giunto al termine. L’arrangiamento nuovo e decisamente sperimentale che scegliemmo per quel brano fu l’inizio di una lunga serie di tentativi che ci convinsero a portare avanti il progetto. All’inizio, siamo stati quantomeno coraggiosi, non era facile mettere le mani su brani così famosi e consolidati nella cultura popolare romana. Siamo andati in giro per qualche anno con questo repertorio ma l’idea è sempre stata quella di provare a scrivere qualcosa di originale ed agganciarci a quell’eredità bellissima, creando dei brani inediti sempre in lingua romanesca.

BT) Come mai la scelta di questo nome?
CA) Stare core a core per chi è nato a Roma ha un significato intimo, familiare. Cuore contro cuore è poi un immagine davvero bella che ci ha dato lo spunto di scrivere ancora in lingua romanesca e realizzare un album, ed è stato fatto davvero coreAcore.

BT) Quali band sono state di ispirazione nella vostra carriera musicale?
CA) Ognuno di noi ha il proprio background musicale, definire ognuno di noi musicalmente richiederebbe davvero molto tempo. La cosa che però ci accomuna è la voglia di emozionarci, da Gabriella Ferri ai Massive Attack, dal Rock Progressive ai Coldplay. Poter mettere insieme stili, suoni e bagagli musicali differenti ha dato all’album quel suono “diverso” che avevamo in mente e sul quale, abbiamo lavorato tanto.

BT) Cosa ne pensate della scena attuale del vostro genere? 
CA) Il Folk in Italia e le nostre radici musicali non hanno mai avuto la considerazione che meritavano. Lo spazio dedicato alla sperimentazione, piuttosto che ai gruppi emergenti è davvero poco ma nonostante questo il nostro progetto è andato avanti,  convinto dal pubblico,  spesso giovane, che ha apprezzato questi brani li ha conosciuti o altre volte riscoperti. 

BT) Quali sono le vostre fonti di ispirazion per i testi?
CA) Io sono la voce del gruppo, del pensiero unico che ci accomuna. Parlare ed avere un rapporto diretto con gli autori piuttosto che con i musicisti ha messo in moto  un meccanismo di simbiosi che all’inizio mi ha spaventata. Leggendo il testo de “ La Cortellata” o “L’amore è ‘n’incidente” mi sono ritrovata a cantare delle storie che mi appartenevano e che sentivo mie. L’amore è l’argomento base dell’album ma “lottoventisette” passa anche nel bar malfamato, attraversa un ricordo nei Pini di Roma o è mercenario come nel brano “ angeli agli angoli”. Quindi la fonte è Roma in quanto città ma è anche strada, asfalto e palazzi. Guardarsi intorno e raccontarci è stato il punto di partenza.

BT) Ci sono stati cambiamenti di line-up durante gli anni o la formazione è rimasta invariata?
CA)Sin dall’inizio coreAcore ha avuto un evoluzione sia strutturale che di sound. Si sono alternati sul palco tantissimi artisti che hanno condiviso con me la passione per la musica e l’amore per la cultura popolare romana. E’ vero che coreAcore si distacca parecchio dal concetto di Band a cui siamo abituati, questo perché abbiamo voluto tenere sempre le porte aperte per far entrare chiunque si fosse sentito piacevolmente coinvolto e quindi a mettere del suo all’interno di questo progetto. Inevitabilmente una formazione stabile si è andata concretizzando nel tempo ma l’idea di essere un movimento aperto è alla base di questo lavoro.

BT) Quanti concerti ha fatto la band?
CA) Dal 2008 ad oggi tanti e li ricordo perfettamente tutti. Siamo entrati nelle carceri e sostenuto campagne di sensibilizzazione importanti da “ Belli come il Sole” dove ci siamo uniti con tanti altri artisti per far conoscere il problema dei bimbi al di sotto dei tre anni costretti a condividere il carcere con le proprie madri detenute, a “Sportello Carcere” per tutelare ed aiutare chi aveva scontato la propria pena e voleva reintegrarsi nella società. Abbiamo aiutato “Genitin” al Teatro Italia e all’Auditorium per sostenere la TIN e i bimbi nati prematuri con grande soddisfazione. Abbiamo fatto tanti concerti nei locali romani dove sono stati proprio i ragazzi a seguirci e ad apprezzare il nostro lavoro, realizzato eventi nei teatri come al Palladium dove è nato un  DVD Live con la partecipazione straordinaria di Francesco Di Giacomo e completamente disponibile in rete. Poi le piazze, la festa della Cultura, fino allo Sferisterio di Macerata per la finale di Musicultura 2014 dove ci siamo portati a casa il premio come miglio interpretazione.

BT) Cosa ne pensate della scena musicale attuale della vostra città?
CA) Roma non si arrende, non l’ha mai fatto. Personalmente ci sono cose che mi piacciono ed altre meno ma questo è dettato dal mio gusto personale. Quello che non mi piace non è quello che si fa, ma come lo si fa. Certe volte trovo ci sia poco rispetto per il mestiere del musicista. Dietro ognuno di loro, di noi c’e’ tanto studio, tanto lavoro e tanti sacrifici. Quindi quando si decide di invitare un musicista nel proprio locale o nella propria festa di paese per proporre musica mi piacerebbe che venisse messo nelle condizioni di far bene il proprio lavoro.

BT) Parlateci dei progetti presenti e futuri della band
CA) Ci siamo accorti in quest’ultimo anno che questo progetto può arrivare ben oltre il grande raccordo anulare, il linguaggio che utilizziamo non è un vero e proprio dialetto, è il romanesco di tutti, quello che sentiamo continuamente in giro per l'Italia ed il suono che abbiamo dato al nostro lavoro può raccogliere i consensi di un pubblico eterogeneo. Adesso ci concentreremo sulla promozione dell’album Lottoventisette e tra pochissimo sarà online il video de “la Cortellata”, prepariamo il tour…per ora credo che basti.

BT)C'è qualche messaggio particolare che volete quindi lasciare in conclusione ai visitatori di BandsTribe?
CA) Intanto ringraziare voi per la possibilità che ci date di far conoscere il progetto ed un grazie ai vostri visitatori per l’attenzione che hanno messo nel leggere l’intervista ed eventualmente se vorranno emozionarsi con noi nel ascoltare il disco Lottoventisette….un abbraccio da me e tutto coreAcore.

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