Menu

PINO SCOTTO BANDSTRIBE

  

BT) Il tuo disco “Vuoti di memoria” viaggia tra presente e passato, come ne è nata l'idea? Nostalgia o voglia di novità?

PS) Ho voluto valorizzare quegli artisti italiani che già allora si esponevano con i loro testi. Un tributo a questi grandi artisti del passato che con i loro testi già si esponevano socialmente e politicamente, quello che non si fa più da secoli in questo paese.

BT) Sono ormai molti anni che lavori come solista, come pensi che questa scelta abbia caratterizzato la tua figura di artista?

PS) A me non è mai bastato fare solo musica, è un mezzo per essere quello che sono io socialmente, politicamente e principalmente come uomo. A questo mi è servita la musica, i testi e tutto il resto.

BT) In Italia non esiste una cultura appropriata nel valorizzare i singoli membri delle band, rispetto a ciò, quale è la tua opinione?

PS) Secondo me c’è la cultura: guarda Vasco Rossi e Ligabue. È la musica di merda che viene valorizzata e basta. Alla gente non gliene fotte un cazzo di quelli che si espongono e di quelli che cercano di non vendersi e fare musica con la m maiuscola perché la musica non paga ed è un po' lo specchio di questo paese, come la politica.

BT) Cosa ne pensi del rock proposto dalle nuove generazioni? Pensi che siano in grado di capire il vero significato di un rocker in tutte le sue forme?

PS) Quello lo chiamano indie e non sai quello che cazzo stai suonando. Penso che in Italia non dico che non ci sia mai stato ma siamo molto lontani dal capire cos'è il vero rock e cosa sia un vero rocker perché di veri artisti che non si sono mai venduti il culo ce ne sono pochi in questo paese, come Guccini, De André o Battiato ma il resto si sono venduti culo e anima. Fatto solo per soldi. All’inizio magari l’intenzione c’era ma come si dice a Napoli “e solde fanno venì 'a vista 'e cecate” e questo è l’essere umano. Tutti criticano quelli che vanno a Sanremo e/o che fanno i giudici, sicuramente non io, a me hanno proposto di fare un reality e tante cose che ho sempre rifiutato e li ho visti andare tutti li dentro a fare i giudici, di cosa poi non lo sanno neanche loro che cazzo fanno quando aprono la bocca. È quello il problema! Il paese è un’accozzaglia di contraddizioni.

BT) Sappiamo che sei in studio per incidere un nuovo album intitolato "Occhio per occhio". Parlaci di questo album e se ci saranno altre collaborazioni con altri artisti nel 2018.

PS) Il nuovo album contiene nuovi inediti e due cover. L’album è in inglese e si chiama "Eye for an eye"; i temi dei testi sono sempre quelli: penso che ci sono tante cose da dire nei testi come le paure, le debolezze, la bastardaggine dell’essere umano e della vita dell’essere umano stesso, preferisco parlare di questo che parlare di draghi o di “amore mio io ti amo tu mi ami”. Altre collaborazioni no, per adesso no, ho già dato; le cose le decido un giorno per l’altro. Le mie collaborazioni non sono mai studiate sono nate quando scrivevo i brani, immaginavo, chiamavo e fortunatamente nessuno mi ha detto di no e nessuno ha mai preso una lira. C’è molto rispetto con i musicisti perché io li rispetto molto.

BT) Cosa ci potresti raccontare del tuo pubblico? Pensi sia cambiato nel corso del tempo?

PS) È cambiato molto. Il pubblico hard rock degli anni '70 non esiste quasi più anche perché probabilmente per ovvi motivi la gente cresce. Senza parlare delle difficoltà che ci sono state in questi anni per quanto riguarda lavoro e politica in questo paese che hanno distrutto e la gente ha altri cazzi a cui pensare piuttosto che la musica. L’età è importante anche perché chi si sposa, la famiglia, i figli, l’affitto da pagare etc. e poi hanno fatto di tutto per far sparire il vero metal, la vera musica e il vero rock. È un genere che fa riflettere e questi ci vogliono in ginocchio ti costringono a dire “padrone fammi lavorare, fammi fare il disco”. Vengono tanti ragazzi giovani, c’è stato un ricambio ma molto poco. E bisogna anche ringraziare anche tutti i reality che fanno pensare che ognuno possa diventare una star.

BT) Quale è la tua opinione rispetto ai vari contest musicali che oggi vanno tanto di moda?

PS) I contest non esistevano ma esisteva il culo che ti facevi nelle cantine e nei locali caricando e scaricando gli strumenti. Oggi grazie (purtroppo), grazie al cazzo, al fatto che non si vendono più dischi le etichette non hanno soldi da investire; anche le major sono produttori esterni che portano prodotti e distribuiscono e basta. I reality sono delle etichette perché sanno che quando finiscono vendono quattro dischi e le persone credono che si diventi famosi ma poi la realtà è un’altra e vanno tutti in analisi, depressi; purtroppo ne ho conosciuti molti. I reality sono pericolosi e tanti si trovano con una mano davanti e l’altra dietro alla fine della loro avventura. Ma tanto loro (le major N.d.R.) vanno avanti perché arrivano altri da sfruttare e la mafia musicale va avanti.

BT) Cosa ne pensi di internet come mezzo di diffusione, In particolare, quanto ritieni importante la funzione delle webzine e dei magazine come supporto musicale?

PS) È stata una buona cosa perché il 98% delle band non possono permettersi una promozione e spendere tanti soldi. Però, allo stesso tempo, ha creato dei mostri che da la possibilità ad ognuno di scrivere e fare quello che cazzo vuole. Anche tante webzine sono utili e ce ne sono tante fortunatamente! Chi lo fa per passione lo fa per sé stesso prima che per gli altri poi se puoi avere l’appoggio promozionale ti fa piacere e meno male che esistano questi siti.

BT) Immagina una pagina di diario: cosa scriveresti di te stesso e della tua personalità artistica?

PS) Mah cosa scriverei… scriverei che sono fiero di essere stato me stesso, ho fatto i miei sbagli e spesso ho sbagliato i mezzi e il modo di dire le cose, ma sono fiero di essere stato me stesso almeno al mattino ho una sola faccia da lavare, questa è la mia faccia e ci tengo.

Ho avuto molte offerte ed erano soldi che potevo prendere ma ho preferito lavorare in fabbrica e farmi la mia strada e farmi tutto da solo ma soprattutto mi diverto e il giorno che non mi divertirò più smetto. Come con Rock TV e radio mai preso una lira fatto solo per diffondere le cose in cui credo io, che possono essere sbagliate, però l’ho sempre fatto con passione e con le palle!

BT) C‘è qualche messaggio particolare che vuoi lasciare in conclusione ai lettori di BandsTribe?

PS) L’unica cosa che voglio dire ai ragazzi che vogliono prendere in mano uno strumento o che già suonano è di essere loro stessi e di credere in loro stessi. Fate musica per voi e non per vivere a meno che non facciate le marchette e vi vendiate il culo. Anche quelli che vogliono fare il “pop di classe” lo facciano purché ci credano veramente. La musica ti aiuterà nella vita e ti renderà libero. Io non ce l’avrei fatta se non fosse stato per la musica a lavorare 35 anni in fabbrica. Con i Vanadium, anche se vendevamo 50000 copie, io ho sempre lavorato perché quando uscivo dalla fabbrica ero libero di fare il cazzo che volevo con la mia musica come ho sempre fatto e come continuo a fare e sono sicuro che, se non fosse stato per la musica, io sarei diventato un ladro o spacciatore perché non ce l’avrei fatta a sopportate la merda che la società ti butta in faccia tutti i giorni. Credete in voi stessi e non smettete di sognare, il Rock'n Roll è un sogno. E io ci credo. Il live che è uscito un anno e mezzo fa si chiamava proprio “Live for a dream”, vivere per un sogno e io questo sogno ce l’ho ancora!

Marco Lopopolo

"The Eagle Scream", tratto da "Live For a Dream" (Nadir Music, 2016)

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

        

I cookie ci permettono di offrire i nostri servizi. Continuando con la navigazione, l'utente accetta di utilizzare i cookie.