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A FLEETING GLIMPSE LIVE AT CARSULAE

 
La sera del 15 giugno si è tenuto a Carsulae, parco arceologico alle porte di San Gemini (Terni) uno degli avvenimenti più simbolici di quest'anno, un concerto, ma ancor di più un vero e proprio momento di celebrazione per rendere omaggio ad una delle più grandi band che ha segnato la storia della musica internazionale i Pink Floyd. A rendergli onore gli "A Fleeting Glimpse", cover band che, sulla scia degli originali (ricordiamo il celebre Live At Pompei) hanno scelto Carsulae, piccolo insediamento romanico in umbria. La quantità di vetture già presenti a qualche ora dall'inizio dello show lasciava ben presagire l'importante affluenza che questa iniziativa avrebbe registrato. Molti ragazzi, moltissime famiglie composte da più attempati ragazzi che i Pink Floyd li hanno vissuti veramente ai tempi d'oro. Loccasione della serata, l'eclissi totale di luna, ha offerto a questa giovane band lo spunto per riproporre la stessa scaletta presentata dai veri Floyd in quel di Portsmouth il 21 gennaio 1972 dove, per la prima volta, circa un'anno prima dell'uscita ufficiale, i quattro presentarono per intero l'album "The Dark Side of the Moon". I ragazzi infilano subito la direzione giusta ed i presenti sembrano gradire. Tra una bottiglia di birra, una sigaretta ed una pacca sulla spalla a vecchi amici incontrati  proprio li dopo tanto tempo, non si smuove l'attenzione creata intorno alla magia formatasi in una manciata di secondi sul palco. A fare gli onori di casa il cantante Federico Mica che, benché colpito da un lieve mal di gola, non tradisce le aspettative e svolge un'ottimo lavoro dividendosi il microfono con la bravissima corista Caterina Petrignani. E' lui a svelarci che, in realtà è nato tutto quasi per caso, dal loro entusiasmo e, tra una richiesta di autorizzazione e la ricerca di uno sponsor, la cosa si è mossa quasi da sola portandoli li in questa magica serata. Le note scorrono, i musicisti, chini sui loro strumenti scandiscono un po l'ascesa della luna che, rossa come il sangue, pian piano dalle tenebre si rivela regalando ai presenti un binomio sicuramente suggestivo. Il satellite raggiunge la sua chiarezza proprio a metà concerto, quasi un segno. Intanto il mare di gente non manca mai, di comune accordo, di concludere ogni singolo brano con uno scrosciante applauso degnamente conquistato. Nonostante qualche piccolo inconveniente tecnico che, a mio avviso, rende sempre quel tocco di umanità in più a questi avvenimenti, il concerto viene portato a compimento in grande stile con l'aggiunta di un bis/regalo fatto dalla band a se stessi e alle migliaia di persone accorse quella notte. Ultimo pezzo eseguito, "Confortably Numb", tratta da "The Wall" unisce tutte le generazioni e già gli occhi di qualche presente brillano persi in qualche intimo ricordo. Gli "A Fleeting Glimpse" sono riusciti con semplicità a far succedere l'inaspettato in un territorio che non gode certo di troppe iniziative.

 

Alessandro Marchi

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