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RELEASES

Stefano Cogolo: Eterna Impermanenza, un disco per Walter Chappell

E’ uscito il 20 ottobre in tutti i digital stores e nei negozi di dischi Eterna Impermanenza, nuovo lavora discografico di Stefano Cogolo, edito da Terre Sommerse per la collana Jazzando.

Un lavoro unico nel suo genere, quello di Stefano Cogolo, che dedica nove musiche a , noto fotografo americano scomparso nel 2000. Cogolo ripercorre le armonie jazz che si sposano con le immagini di Chappell fino a fondersi in un'unica immagine, in un'unica armonia.

Le nove tracce di questo lavoro si compongono di suoni arcaici e armonie che rievocano il suono stesso della terra, attraverso un lavoro che si avvale della naturalezza dell’improvvisazione, e di una cifra meditativa in grado di far viaggiare l’ascoltatore attraverso un mondo fatto di suggestioni e di richiami primitivi. Attraverso un continuum sonoro che si fa quasi un mantra, emergono linee melodiche essenziali, sostenute ora dal flauto (flauto in sol, flauto basso, flauto bambù, suonati dallo stesso Cogolo) ora dal sax soprano (Alipio Carvalho Neto), come avviene nel brano Corpi.

Il disco è arricchito da un booklet contenente un impianto fotografico costituito da opere di Walter Chappel stesso, e da alcune fotografie inedite dell’artista americano scattate da Blaine Ellis.

Indispensabile alla realizzazione del progetto stesso, la collaborazione di Aryan Chappell.

Biografia

Diplomato in flauto e musica da camera presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma, è attivo come solista in concerti di musica antica e contemporanea ed in spettacoli di teatro-danza-musica.

Svolge attività concertistica in Italia e all’estero (UK, Austria, Spagna, Norvegia, USA, EAU).

La sua spiccata attenzione verso la musica contemporanea e l’improvvisazione lo ha portato a collaborare con compositori come A. Curran, G.Guaccero, D.Del Monaco, A.Scarlato, F. De Rossi Re, L. Gregoretti, S. Pallante, N. Sani, R. Bellafronte, T. Bjorklund, F. Hime, dei quali ha realizzato numerose prime esecuzioni.

Tra le incisioni discografiche che ha realizzato citiamo: Flute Dance per flauto solo, dedicato al Novecento, e Incantations per flauto solo e arpa, con musiche di compositori  italiani contemporanei, editi da Domani Musica;  Musica per le montagne con l’ensemble Alquimia e musiche di G.Guaccero, edito da Gruppo elettrogeno edizioni musicali; Due Fauni, Arco e Pizzicato con l’ensemble Colosseum e musiche di G.Guaccero, S.Pallante, G.Panariello e dello stesso S.Cogolo.

Collabora con NED, etichetta di musica estemporanea, per la quale ha inciso Il Fuoco di Ned, musiche di G.Tedeschi, e fa parte del gruppo di improvvisazione elettroacustica Opera Mutica con cui ha inciso Kaosmos, su progetto IMAIE.

Ha partecipato inoltre alla registrazione delle musiche del film di M. Scorsese Gangs of New York.

Collabora con musicisti di diverse aree musicali, tra i quali: G. Tedeschi, N. Raffone, M. Demuru, AK2DERU, M. Cohen, P. Marchettini, P. Innarella, E. Colombo, F. Fasano, G. Trovalusci.

Si dedica allo studio dei flauti e dei linguaggi musicali appartenenti a diverse tradizioni popolari, europee ed extraeuropee ed è autore di musica da camera, musiche per documentari (RAI, PALOMAR, DEMETRA) e musiche per teatro-danza.

Partecipa all’attività del Laboratorio Creativo Permanente fin dalla sua nascita.

 

Nota

​Walter Chappell è ritenuto una delle figure più importanti della fotografia americana del XX secolo. Studente di architettura e musica, si avvicina alla fotografia nei primi anni ’40, quando conosce Minor White, di cui diventa amico e assistente. Nel 1962 insieme ad altri fotografi emergenti – Paul Caponigro, Carl Chiarenza, William Clift – fonda a New York l’Association of Heliographers, con l’intento di sostenere una nuova cultura fotografica intesa come forma d’arte tout-court e non al servizio di scopi documentaristici o commerciali. L’anno seguente si trasferisce in California, dove gli viene commissionata una serie di ritratti di Sharon Tate, Elizabeth Taylor e Richard Burton. Questo lavoro segna un punto cruciale nella sua carriera: da questo momento in poi, Chappell concentra sempre di più la sua ricerca sul corpo umano e sulle sue corrispondenze con le forme della natura. Nel primi anni ’70 comincia una lunga sperimentazione con l’elettrofotografia, che ha per oggetto le piante. La ricerca viene pubblicata nel Metaflora Portfolio nel 1980. Mosso dalla una vivace curiosità e da una spinta rivolta all’avanguardia, Chappell fotografò diversi soggetti. In particolare, ciò che stimolava il suo sguardo interiore erano la forma del corpo umano, i paesaggi, e la combinazione tra di essi. Perseguendo la sua visione artistica, Chappell divenne sempre più interessato alla comprensione del flusso creativo, l’ energia che attraversa e connette tutte le cose.

Molti considerano Walter Chappell un pioniere anticonformista della fotografia, che sviluppò una visione unica e personale nel paesaggio rurale che egli vide e nel quale passò parte della propria vita. Ciò che lo interessava, e che ritroviamo nel suo lavoro creativo, erano i meccanismi alla base della realtà e della creazione, e per questo motivo la sua ricerca esprime , attraverso la fotografia, le sue scoperte e visioni filosofiche.

​(http://www.fondazionefotografia.org/artista/walter-chappell/)

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Cristiano Funari

Ufficio Stampa Terre Sommerse

 

cell.340.0669312

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Ohter Size, disco di esordio del Southzone Saxophone Quartet

E’ uscito il 6 ottobre in tutti i digital stores e nei negozi di dischi Other Size, primo lavoro discografico del SouthZone Saxophone Quartet, per la collana Jazzando dell'etichetta Terre Sommerse.

Il disco contiene undici standard jazz rielaborati e riarrangiati dalla formazione, nei quali le sonorità particolari dei sassofoni danno un’ “altra taglia” a brani da sempre ascoltati e conosciuti: dai grandi classici del jazz a composizioni più moderne, che vengono trattati con arrangiamenti di grande freschezza e modernità.

Il disco fonda le proprie radici nell’affiatamento e nell’esperienza live maturati dalla formazione, lasciando emergere una grande coesione in cui le voci ben delineate di ciascun musicista trovano la loro massima espressione nel cercare e trovare un suono di gruppo originale ed incisivo, che si costruisce su momenti in cui lo slancio improvvisativo dei singoli trova il proprio spazio nel canovaccio di partiture ben congegnate.

Ogni melodia è costruita su di un vero e proprio coro di sassofoni, all’interno del quale ciascuna timbrica si mescola e si fa parte di un’unica tensione armonica.

In questo senso è significativa la composizione del quartetto: sassofono baritono (Laura Venditti), sassofono tenore (Armando Mancini), sassofono alto (Angelo Marocco), sassofono soprano (Luciano Bonari).

Un disco che fa della leggerezza la propria cifra distintiva, senza virtuosismi velleitari e scorrendo attraverso tracce orecchiabili e ballabili. Si passa così da brani come Ain’t Misbehavin e Smoke gets in your eyes, scritti rispettivamente nel 1929 da Fats Waller e nel 1933 da Otto Harbach e Jerome Kern, che richiamano le atmosfere tipiche dei primi decenni del ‘900, e sembra così di essere proiettati in un’altra epoca, a brani più recenti come Ultimo Tango a Parigi (Gato Barbieri), reso celebre dall’omonimo film di Bernardo Bertolucci del quale fu colonna sonora nel 1972 o a The Chicken di Jaco Pastorius, dalle ritmiche ed armonie più ricercate e virtuose.

Il disco è un piccola testimonianza di quanto il quartetto offre al pubblico nella sua estremamente vivace attività concertistica in giro per l’Italia e non solo.

Scrive Ada Montellanico, raffinata voce del jazz italiano:

“Ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo questo sorprendente quartetto un anno fa in un bel concerto, e l'aspetto che mi ha più colpito è stato il suono d'insieme unito alla forte comunicativa del gruppo. Elementi che ho ritrovato intatti e ancora più maturi in questa prima incisione(…)

Una menzione speciale va alla brava baritonista Venditti. Uno strumento difficile e di certo non consueto per una donna musicista e proprio per questo colpisce la forza e il groove di Laura che sostiene egregiamente l’ossatura del quartetto con grande maestria. In un periodo storico in cui viene spesso privilegiata la bravura solistica, scegliere una formazione che ha la prerogativa di esprimersi nel lavoro di squadra, in cui la bravura del singolo si pone a servizio del gruppo, è espressione di maturità e coraggio.”

 

Nota biografica

Il SouthZone Saxophone Quartet nasce nel 2009 con l’intento di diffondere il repertorio dedicato a questa formazione. Partecipano a diversi concorsi, tra cui Il Premio Luca Antonio di Castro 2010 (Comune di Sonnino-LT-), nel quale vincono il Premio della Critica e come Migliore Esecuzione, vincendo poi il Primo Premio Assoluto nell’ed. 2012. Collaborano con la Federazione Cemat di Roma nel progetto “Favolosa Musica” (2011) svoltosi presso il museo “Explora” di Roma. Si esibiscono inoltre, nella XIII Giornata Nazionale della Musica-2010- presso il Liceo “A. Manzoni” di Latina; “Festa della Repubblica 2011” presso il Palazzo della Prefettura a Latina; Sunfish European Championship 2011 presso il Circolo di Vela di Bracciano (RM); Maenza Acustica 2011-Musica Scollegata presso il Castello Baronale di Maenza(LT); Festival “Le Forme del Suono 2012” presso il Conservatorio “O: Respighi” di Latina; Meeting Confindustria 2012 presso il Palazzo Caetani- Cisterna di Latina (LT); Concorso “G. L. Volpi”, Teatro G. D’Annunzio- Latina; “I Venerdì culturali di Fossanova”- Terme Romane, Priverno (LT); Teatro del Lido- Ostia (RM). Spettacoli d’autunno- Fondi (LT) e Natale nel Parco – Sonnino (LT) 2015- Concerto Beneficenza per il Nepal, maggio 2015, organizzati dal Parco Regionale Naturale Monti Ausoni e Lago di Fondi; Ame, Roma- CircoMassimo, novembre 2015; MaenzaAcustica, gennaio 2016- Maenza(LT).

Ufficio Stampa Terre Sommerse

Cristiano Funari

 

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Web: www.terresommerse.it

        

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