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JAPAN SUICIDE - WE DIE IN SUCH A PLACE - BANDSTRIBE

 
Pensieri in libertà: vorrei ascoltare questo disco durante un fallout per capirne meglio l’essenza. Lasciando da parte le cretinate per un momento, i Japan Suicide, band ternana, sono davvero bravi. E’ tutto molto bello, a partire dalla confezione del CD, totalmente in cartonato (una rarità a mio avviso), con un’immagine davvero suggestiva, e il contenuto non è da meno: dark wave e post punk si fondono per creare delle sonorità davvero particolari, leggere, melodiche e introspettive. “We die in such a place” muove dal sound tipico di Cure, Interpol e Joy Division e lo trasporta ai giorni nostri non tralasciando però i Placebo e i Godspeed you black emperor, che del post rock sono i portabandiera. “Naked skin” è secondo me la canzone che più emerge da questo marasma sonoro, quella che rappresenta appieno lo stile della band: basso e batteria vanno di pari passo su una chitarra dal suono etereo e cristallino e a chiudere il cerchio una voce squisitamente dark, effettata come non mai e terribilmente decadente, quasi a rappresentare il mondo di oggi. Dopo aver ascoltato questo disco, confermo quanto già pensavo da prima: per fare musica estrema non è necessario urlare nel microfono né distorcere a manetta la chitarra, pochi semplici ingredienti per creare qualcosa di surreale, distruttivo e forte. Complimenti ai Japan Suicide!

 

Federico Cardinali

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